Simone Padoan, il precursore della pizza gourmet!

I tigli 1

Una pizzeria veronese tra le migliori pizzerie italiane secondo il Corriere

Bingo. lo sapevo. I Tigli, la pizzeria di San Bonifacio (VR) firmata Simone Padoan si trova al numero 33. Se il 3 rappresenta il numero perfetto, figuriamoci la doppietta. Tutti lo sappiamo che tra i 2 litiganti il terzo gode e che di due baci nulla ce ne facciamo se vero amore è.

Sto parlando della classifica delle 41 migliori pizzerie d’Italia, on line qualche giorno fa sul Corriere della Sera. Mica roba da ridere.

Quando ho leggiucchiato l’articolo, fintantoché inzuppavo i biscotti nel (caffè)-latte, ho iniziato a cliccare la freccetta per scorrere le immagini chiedendomi quando mai sarebbe arrivata la foto di “Simone e la sua pizza”. Me l’aspettavo tra le prime. Mea culpa, non avevo colto che la classifica fosse stilata per categoria: quella “alla Napoletana”, quella “all’Italiana”, la pizza “a degustazione”, la pizza “dell’anno” e, perché no, mettiamoci anche quella “del secolo”! Non esiste quindi il primo dei primi. Nemmeno più la pizza è una certezza.
I tigli 4

Inutile confessare che di fronte a cotante prelibatezze avrei volentieri scambiato i miei biscotti con una bella fetta di pane e pomodoro. Impedita dalle circostanze, mi sono accontentata di rivangare tra i ricordi immersi nelle mie scartoffie virtuali per riconfermare a me stessa quanto la pizzeria “I Tigli” mi fosse piaciuta. Per provare a me stessa che il numero 33 non è fortuito. Per riprendere coscienza del fatto che io ai Tigli ci sono stata la prima volta dopo 800 km di viaggio di rientro da Parigi, la seconda dopo un pomeriggio nella città di Romeo e Giulietta e l’ultima di rientro dal Vinitaly. Per la serie, non c’è 2 senza 3. Ritorniamo al punto di partenza.

Ma cosa c’ha di speciale? Ha di speciale che non è una pizzeria gourmet. E’ la precorritrice delle pizzerie gourmet. Ha di speciale che è un connubio tra la focaccia all’italiana e la ricerca del gusto: due elementi che si intersecano e che vogliono stupire. Ha di speciale che l’attenzione alle materie prime è una costante in movimento, il credo di Simone.
I tigli 2

“Ma parla come mangi” … D’accordo, detto in parole povere: è il posto ideale per i buongustai, per coloro che anche quando vanno a mangiarsi una pizza non si accontentano e vogliono (alle volte) osare. Per coloro che non hanno pregiudizi e che non ricadono nella desolazione della massa, additando la diversità tra ciò che è una pizza e ciò che è una focaccia guarnita di prelibatezze. Per coloro che, in un mondo in continua evoluzione, hanno raggiunto la consapevolezza che nemmeno più la pizza è una certezza.
Per coloro che, consci della loro capacità di intendere, applicheranno anche quella voluttuosa, decidendo se optare per una pizza classica a lievitazione mista o una pizza “degustazione” a lievitazione naturale. Già, perché Simone ha costruito un menù che lascia ampia libertà di scelta. Dalla “Pizza al piatto”, dove potrete ricadere su una simpatica “prosciutto e champignon”, fino agli impasti dove potrete (o meglio, sarete obbligati) ad inciampare su: un sashimi di gambero rosso, un branzino al tè verde, un carpaccio di cappasanta allo yuzu, un hamburger che non c’è …
Pausa, riprendiamo: una mazzancolle, un culatello di Zibello DOP etc. Fino ad un crock di melanzana. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche. Ce n’è persino per gli eterni indecisi, coloro che non vogliono distaccarsi dalla tradizione, senza rinunciare al superlativo: per loro è stato creato il terzo menù: “La Margherita”. Dalla Bufala, alla Soffice, attraverso la Croccante.
E’ ancora una volta crock: sì, perché la pizza di Padoan non è di quelle “alla Napoletana”, non scordiamoci della classifica. E infine c’è n’è persino per gli insaziabili (di spirito): coloro che vogliono provare la pizza col piccione e affondare ogni propria incertezza nella “Foie gras”, un “semplice” puzzle fatto di pan brioches, scaloppa di fegato, roast d’anatra, insalatina al balsamico e nocciole salate.
I tigli 3

Per esperienza (chiaramente ci sono cascata) posso dire che vi sentirete come immersi in un silenzio ovattato, sospesi in modo irreale da ciò che sta intorno. “Ma parla come mangi”: d’accordo, vi piacerà così tanto da volerne ordinare un’altra (desistendo per mantenere la linea) e mangiarvela senza pudore alcuno. Osservando imbambolati il frenetico operare di Simone e della sua squadra nella cucina a vista: una cucina d’autore. Circondata da uno spazio confortevole dove ogni elemento è studiato nel dettaglio: dalla pietra gialla di Vicenza a ricordare la crosta del pane, per il rivestimento del bancone, al caldo legno degli arredi con un netto richiamo ai ceppi da ardere utilizzati per il forno. Alla carta dei vini, notevole, soprattutto per una pizzeria….

Che dire. Io credo che quella volta Simone ha fatto proprio bene ad ereditare la pizzeria dal cognato Angiolino Maule, quando quest’ultimo decise di dedicarsi anima e corpo ai vini naturali. A mescolare pizza tradizionale e piatto per gourmand. A “combinare materie prime eccellenti, le migliori tecniche di cottura e la panificazione da lievito madre”.

“Ma parla come mangi” … D’accordo, detto in parole povere: io credo che a “I Tigli” ci tornerò e spero il prima possibile perché la pizza che non è pizza ma in fin dei conti è sempre una pizza l’ho trovata, a onor del vero, strepitosa. E perché, bando alla classifica, “non tutto ciò che può essere contato conta e non tutto ciò che conta può essere contato”!

Ma tu vulive ‘a pizza

Maria Isabella Rebecca
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Un pensiero su “Simone Padoan, il precursore della pizza gourmet!

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