Tirabuscione in libertà

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Omaggio a Beppe “Citrico” Rinaldi in forma vagamente futurista

Ieri, non ne avete trovata notizia sui social network che lui giustamente non frequenta e dai quali, sanamente, si tiene alla larga, era il compleanno di uno dei grandi eroi del Barolo, uno degli ultimi autentici mohicani di quel vino che pochi riescono ad onorare veramente fino in fondo e cui sono totalmente devoti.
Parlo di Beppe “Citrico” Rinaldi. L’uomo, tutto speciale, che in passato ha creato un sodalizio straordinario, spezzato solo dalla loro prematura morte, con altri due barolisti veri, macché Barolo boys, Uomini del Barolo Vero, come Bartolo Mascarello e Teobaldo Cappellano.

Siamo in tanti a volere bene – ebbene sì, rivendico come cronista del vino il mio diritto di volere bene, di essere affezionato ad un produttore, come lo sono al mio amico Mauro Mascarello, a Fabio Alessandria, a Giorgio Grai, a Romano Dogliotti ed Elisabetta Fagiuoli, a Nicodemo Librandi (e mi scusino i molti altri che ho dimenticato nella penna..) – a Beppe Rinaldi, e uno di questi è un collega che stimo tantissimo. E a cui voglio bene.
Parlo di Pierluigi “Pigi” Gorgoni,  (ritratto nella foto qui sotto) degustatore eccelso della Guida dell’Espresso, collaboratore di Spirito di vino, docente ad Alma (e tante altre cose ancora), autore di splendide riflessioni sui cosiddetti “Barolo boys”, che in occasione del compleanno di Beppe ha scritto – e mi ha regalato – “una mia poesia iperfuturista ispirata da quella sua e da quelle dissertazioni sulle poesie e le amache… il mio è uno scritto sul cavatappi e quindi sul vino. Si intitola TIRABUSCIONE  IN LIBERTA‘”.

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La pubblico con grande gioia, unendo i miei e immagino quelli di tutti voi lettori di Vino al vino, ai tanti auguri che il grande Beppe ha ricevuto.

Incatenato

Che Bacco ce lo conservi così, polemico, pasticcione, incazzoso, schietto, ruspante, inimitabile e meraviglioso, per cento anni ancora…

Auguri Beppe, ti vogliamo bene…

Il Maestro

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16 pensieri su “Tirabuscione in libertà

  1. Subito con urgenza i complimenti alla poesia futurista, super apprezzata.
    Pieno di queste note, annotazioni, poemi e poesie (e pensieri e dintorni) dovrebbe essere il mondo del vino.
    Un mondo che dovrebbe sapere e capire ma che, invece, è tetragono, anzi testone, che – fatte poche eccezioni – ha la supponenza di essere, dire, contraddire e commentare …
    Perciò questo autore di Tirabuscione in Libertà – autore e suo frutto – è da elogiare, per la leggerezza e perché ci consegna delle parole che profumano e che sfumano, senza pretendere.
    Così come profumano di buono Beppe Rinaldi e la sua cantina, nonché i suoi pensieri. Buono, ma non buonista. Come gli auguri che gli facciamo.

  2. Conosco bene i suoi vini ,meno bene la persona per cui sarei curioso di sapere se il fatto di trovarsi,come la rinata Ferrari,in prima fila nei BIWA gli ha fatto o meno piacere.Ad ogni buon conto Augurissimi e….Ad Maiora.FM

    • la poesia futurista é dedicata a Beppe Rinaldi, ma parlando di BIWA credevo si parlasse di Mauro Mascarello, produttore del migliore vino italiano secondo questo bizzarro premio…

  3. Io ho intuito chiedesse di Rinaldi (arrivato secondo…”in prima fila”). Magari sbaglio.

    Ad ogni modo, allora, glielo chiedo io. Secondo lei, a Rinaldi frega qualcosa di questa medaglia d’argento?
    Saluti

    • per come lo conosco io a Citrico non può fregare di meno. La figlia Marta, che già mantiene ottimi rapporti con giovani blogger che si credono dei padreterni solo perché vivono in Langa, credo invece sia contenta di tale
      “riconoscimento”.
      Per la serie “i padri molto spesso sono meglio dei loro figli”…

        • cara Caterina, non metterei la mano sul fuoco che la persona in oggetto, figlia di un carissimo amico, sia tanto disinteressata a cose del genere…
          E aggiungerei che non sempre, purtroppo, le figlie prendono dai padri.
          Ogni riferimento a mia figlia, classe 1985 come Marta Rinaldi, non é assolutamente voluto.
          Mia figlia per sua fortuna ha preso pochissimo da me, salvo la capacità di scrivere, come potete vedere qui: http://www.dlso.it/site/author/valentina-ziliani/
          Direi addirittura che scrive meglio (ci vuole poco) del su’ babbo… 🙂

          • Franco, credimi che dal messaggio che ho ricevuto l’interesse della Marta era pari a zero. probabilmente il fatto che mi frequenti ha fatto si che inizi a sbattersene di certe menate. dalle tempo… non è mica una vecchia carampana come la sottoscritta!!!! 🙂 ps. carolina, come quella di monaco, ma senza i suoi soldi.

          • Mai dubitato di te cara nonostante tu sia anche una prosecchista:) Della signorina Marta invece….beh, preferisco cento volte suo padre….

  4. Grazie signor Massimo per avere giustamente interpretato la mia richiesta.Prevedibile invece che Peppe Citrico non tenga in nessun conto il secondo posto nella classifica dei BIWA,ma credo comunque che in fondo ogni gratificazione faccia pur sempre piacere anche ai duri e puri.FM

  5. Se non ricordo male, non moltissimo tempo fa lei nutriva una notevole stima verso marta rinaldi, come persona e come produttrice. Sbaglio?

    • come produttrice la ragazza, classe 1985 come mia figlia, deve ancora manifestarsi, deve dimostrare, e speriamo lo debba fare solo tra 100 anni, quello che é in grado di realizzare senza avere alle spalle un grandissimo esempio e punto di riferimento come il mio amico Beppe “Citrico” Rinaldi…
      Per il resto la conosco poco, ho avuto poche occasioni di parlarle e di conoscerla, perché quando vado a casa Rinaldi é, ovviamente, per incontrare un vecchio amico e poeta del Barolo, per abbracciare una persona con cui mi sento in barolesca sintonia…
      E poi, a pelle, non credo di esserle particolarmente simpatico…
      Ma forse é un difetto mio, che, salvo qualche rara eccezione, vado molto più d’accordo con i padri o con le madri produttori, che con i loro figli… Non credo sia però esclusivamente questione di sintonia generazionale, spesso vedo che i figli non sono e temo che non saranno mai all’altezza dei loro padri…

  6. Avrebbe allora dovuto essere un po piu’ prudente prima di definire Marta come ” una certezza” e dire che “e” in grado di superare il babbo”.

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