Garantito… da me! Rosabianco – Incrocio Manzoni Rosa 1-50 Colli Trevigiani I.G.P. 2013 Collalto

Sono passati molti anni da quando ho bevuto per la prima volta vini di questa storica azienda veneta, il cui nome, quello della nobile dinastia dei Collalto, è più di un millennio che viene associato alla terra trevigiana e ad uno dei suoi frutti più preziosi e universali. A farmeli conoscere fu un vecchio carissimo amico che colgo l’occasione per salutare, Silvano Formigli, che li aveva inseriti, insieme ad altri gioielli, in quella cosa splendida che fu, anni orsono, Selezione Fattorie.

Oggi i tempi di Selezione sono lontani, ma resta sempre valida e giusta la sua idea di far conoscere e promuovere il lavoro di fattorie d’eccellenza, e oggi i vini dei Conti Collalto, oggi Collalto tout court, espressione di 150 ettari, sono affidati all’erede di questa antica tradizione familiare, la Principessa Isabella Collalto de Croÿ, e sono vini che naturalmente portano forte l’impronta storica della terra trevigiana e comprendono, per chi ama il genere, Prosecco, quindi Verdiso e Wildbacher (e proprio di questo rosso particolare e selvatico scrissi giusto 15 anni fa…) quindi Pinot grigio, Cabernet e Merlot, ma anche uvaggi bordolesi e non come il Rambaldo VIII, i Colli di Conegliano Rosso Vinciguerra e il Piave Riserva Torrai.

Quel che più mi ha intrigato nella gamma aziendale sono sempre stati i vini ottenuti dalle diverse varianti dell’intrigante Incrocio Manzoni, dal classico bianco Incrocio Manzoni 6.0.13 (Riesling renano x Pinot bianco), bianco delicato ed elegante, colore paglierino scarico con sfumature verdoline, naso sottile, floreale, che evoca fiori bianchi e agrumi e un gusto sapido e nervoso, ben equilibrato, con bella persistenza lunga viva ed energica, all’Incrocio Manzoni 2.15 (incrocio di Glera e Cabernet Sauvignon), sino all’Incrocio Manzoni 13.0.25 (Raboso Piave x Moscato d’Amburgo). Recentemente mi sono imbattuto in un’altra espressione di Incrocio, l’Incrocio Manzoni 1-50 (Trebbiano x Traminer Aromatico), che si è tradotto in un vino, il Rosabianco – Incrocio Manzoni Rosa 1-50 Colli Trevigiani I.G.P., che ha colpito me e la mia esigente, soprattutto in materia di vini bianchi, Lei.
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Esigente perché non ama i bianchi aromatici e pertanto l’idea di proporle di assaggiare insieme a me un vino bianco incrocio tra Trebbiano e Traminer aromatico (varietà che lei non ama) mi sembrava un azzardo, una sorta di scorciatoia, di “ascensore per il patibolo”, per dirla, ma sto scherzando!, con Louis Malle.

Ma mi sono fatto coraggio e mi sono convinto a tentare l’azzardo leggendo, assaggiato io il primo sorso e fattomi un’idea di che tipo di vino si trattasse, la validità dei consigli di abbinamento ai piatti, molto diversa dagli “sfondoni” che capita di trovare sulle retro etichette di tanti vini e opera di non si sa bene quali “esperti”, la seguente indicazione: “si accompagna molto bene con preparazioni leggere di carni bianche e pesci alla griglia o al cartoccio”. Questo quando la nostra cena prevedeva proprio un piatto di pesce al forno con patate. E allora mi dissi, ok, il vino dovrebbe essere quello giusto.

E così fu, soprattutto alla prova dei fatti, all’assaggio con cucina, questo millesimo 2013, in perfetta forma di Incrocio Manzoni 1-50 (Trebbiano x Traminer Aromatico), ottenuto da vigneti collinari posti a sinistra del Piave, esposti a sud su terreni argillosi, affinato esclusivamente in acciaio.

Un bel vino, che rispecchia l’idea dei Collalto secondo la quale “l’eleganza, a nostro modo di vedere, altro non è che misura, grazia, garbo, sobria raffinatezza”, e ancora un concetto di eleganza che “non può che sottendere, e nel contempo sostenere, quello di armonia. Armonia intesa come proporzione cromatica e strutturale di ogni vino, come corretta scelta delle tecniche agronomiche ed enologiche, come adeguata adozione, mai prevaricante, delle soluzioni tecniche di cantina, come giusta e doverosa permanenza in bottiglia prima dell’immissione nel mercato”, e che vi consiglio di provare.

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Colore paglierino oro, naso discretamente aromatico, con leggere sfumature speziate che vivacizzano un bouquet dove emergono note di rosa, agrumi, litchi, frutta esotica, fiori d’arancio, tutte fresche, eleganti, incisive, di nitida definizione, con una bella vena salata a scandire il ritmo, con freschezza e leggiadria, e poi un gusto ben secco, ricco di slancio, nerbo, salda struttura, interessante ricchezza di sapore e persistenza, un notevole equilibrio e una scoperta sorridente piacevolezza, con un retrogusto che richiama ancora la rosa e gli agrumi.

Una conferma dello stile dei vini dei Collalto: “mai pomposi, mai in contrasto con i naturali canoni qualitativi, mai slegati dalle impronte territoriali, mai fuori posto. In una parola: discreti”.

E la discrezione non è forse una forma, la più raffinata ed elegante, di classe?

Azienda Agricola Conte Collalto
via XXIV Maggio 1
I-31058 SUSEGANA (TV)
tel. 39 0438 435811
e-mail info@cantine-collalto.it
sito Internet http://www.cantine-collalto.it/

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5 pensieri su “Garantito… da me! Rosabianco – Incrocio Manzoni Rosa 1-50 Colli Trevigiani I.G.P. 2013 Collalto

  1. Che bello leggerla quando scrive di vino, Sig. Ziliani!!!
    Per carità, come ha tenuto Lei a ribadire più volte, questo è il Suo spazio e Lei ci scrive quel che vuole, però siamo talmente bombardati da ogni sorta di negatività che, almeno sui siti dedicati a quella che è una passione, sarebbe bello leggere solo di quella…
    Con stima!

    • grazie Valerio… 🙂 Le sue parole si aggiungono a quelle di altri amici e lettori, a quelle anche di mia figlia, della mia compagna, della mia ex moglie, che m’invitano a concentrarmi sul vino, al racconto del vino, e a non disperdermi in digressioni politico-sociologiche-ideologiche che fanno emergere aspetti della mia personalità, delle mie convinzioni, delle mie incazzature, che non sono proprio gradite da tutti…
      Avete ragione, ho dedicato trent’anni della mia vita al vino, e devo continuare a farlo (del resto vivo anche di quello…), anche se spesso e volentieri, ultimamente, avrei piuttosto la tentazione di scrivere d’altro. E di occuparmi d’altro…
      Grazie comunque della sua stima, che mi conforta 🙂

  2. A proposito di sfondoni in retroetichetta, mi ha fatto venire in mente questa: anni fa ero a una degustazione di un produttore laziale alla sua prima uscita (giuro che non ricordo il nome). Vista l’atmosfera “intima” e molto poco ingessata, un avventore gli chiese se davvero “tutta quella roba che scrivete qui dietro ce la trovate veramente nel vino”. Lui rispose con disarmante sincerità che, essendo la prima uscita, insieme alla moglie avevano girato nelle enoteche e nei supermercati segnandosi le frasi “che suonavano meglio”, per metterle poi tutte insieme, più o meno alla rinfusa, nelle loro retroetichette.

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