Oltrepò Pavese Riesling Superiore Arcolaio 2012 Marchese Adorno

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Nel panorama, non vastissimo, della aziende storiche dell’Oltrepò Pavese, quelle che possono vantare un minimo di storia e di esperienza, un posto spetta di sicuro ad una tenuta di Retorbido, che divenne proprietà di una nobile famiglia genovese, i Marchesi Adorno, già nel lontano 1834.

Una famiglia, di cui il Marchese Marcello Cattaneo Adorno è l’attuale discendente, dalle origini molto antiche, una casata, la cui presenza è documentata a Genova sin dal XIII secolo, che diede i natali ad alcuni degli esponenti più rilevanti della vita pubblica genovese, tra i quali ben sette dogi. Tornando indietro nei secoli, all’epoca della “scoperta dell’America, fu l’antenato Agostino ad ottenere dalla Spagna l’apertura dei porti spagnoli del Mediterraneo per le navi genovesi. Fu in Spagna che gli Adorno legarono il proprio nome alla produzione del vino Generalife, vino tipo Jerez da uve passite Pedro Ximenez, di cui la famiglia conserva ancora numerose bottiglie più che centenarie, gelosamente custodite nella loro cantina di Genova”.

Venendo ai tempi nostri, la Marchese Adorno ha sempre prodotto vini nella propria tenuta e fu solo meno di una ventina di anni orsono, esattamente nel 1997, che il marchese Marcello, “spinto dalla passione per vini pregiati e dall’ impegno con la qualità, diede inizio alla ristrutturazione della cantina e ad un programma di acquisizione e ammodernamento dei vigneti”.

Oggi l’azienda conta su qualcosa come ottanta ettari di vigneto, per una produzione di circa 250.000 bottiglie di vino rosso e bianco e l’obiettivo di arrivare sino a 500.000 bottiglie. Questi ettari vitati, come si può leggere chiaramente in questo articolo, si trovano “in due aree distinte: una buona parte giace attorno al paese di Retorbido, sui dolci declivi orientati a sud e ovest ed affacciati sulla fertile pianura padana; questi vigneti sono posizionati ad un’altitudine di 150 – 200 metri e sono caratterizzati da un suolo di origine alluvionale, con un alto contenuto di argilla.
Una seconda area si trova sui più ripidi declivi della Costa del Sole, ad un’altitudine che raggiunge i 350 metri; qui il suolo è ben drenato, bianco e ricco di calcare”.

E parlando dell’area di Retorbido, borgo di 1500 abitanti situato presso lo sbocco in pianura della Valle Staffora, non si può dimenticare come questa zona sia minacciata, lo ha raccontato in settembre con questo appello il direttore del Consorzio tutela vini Oltrepò Pavese Bottiroli, da uno stravagante (per non dire altro) progetto di impianto di pirolisi dei pneumatici usati, la cui eventuale realizzazione porterebbe danni non indifferenti, e facilmente comprensibili anche dai non addetti ai lavori, all’attività vitivinicola locale. Alle immagine delle aziende. Per non dire alla qualità della vita, e alla salute, degli abitanti della zona.

Sperando che questa iattura resti solo una balzana idea, alla Marchese Adorno continuano a lavorare cercando di fare del loro meglio, lavorando su vini rossi come la Bonarda Costa del Sole, la Barbera Poggio Marino, un classico uvaggio Barbera, Croatina, Uva Rara, nonché due Pinot nero denominati Brugherio e Rile Nero (una riserva). In bianco producono il Pinot grigio Dama d’Oro, l’immancabile Pinot nero vinificato in bianco, il Giullare, (con parti di Chardonnay e Pinot grigio) oltre ad un Pinot nero rosato, purtroppo non fermo, ma frizzante, di cui scriverò in nuovo spazio di cui presto scoprirete l’esistenza.

Uno dei vini di punta è sicuramente un altro bianco che ho recentemente degustato con piacere, dedicato alla cultivar non rossa più nobile tra quelle presenti nelle vigne oltrepadane, il Riesling renano. Il vino, un Oltrepò Pavese Riesling Superiore, di cui ho degustato l’annata 2012, si chiama Arcolaio, “nome che indica uno strumento in legno usato per dipanare matasse ed evoca un´attività contadina di tipo nobile. Nasce dalla volontà di valorizzare vecchie vigne di Riesling Renano, vitigno diffuso in Oltrepò occidentale e che in azienda ha trovato terreni d´elezione”.

I vigneti di Riesling si trovano “in località “Costa del Sole“, comune di Retorbido, foglio X, piantate a 5.000 ceppi/ha a oltre 400 metri di altitudine. Sia la scelta dei cloni che i metodi di coltivazione concorrono all´ottenimento di uve di qualità, raccolte manualmente in casse da 20 kg, con accurata cernita, così da essere portare in cantina integre”. Sono terreni caratterizzati “da un calcare notevole e particolarmente colorati di bianco. È proprio lì che nascono i vini più profumati, poiché la luce riflessa dal terreno colpisce gli acini, all’interno dei quali si sintetizzano tutti i precursori dei profumi e dei colori”, come racconta in maniera appassionata l’azienda.

Le metodologia di produzione è meticolosa e “la vinificazione prevede una pigiatura con macerazione a freddo delle bucce che ha lo scopo di portare in soluzione i precursori aromatici delle bucce. Segue la pressatura e la chiarifica solo a freddo. Il mosto limpido è travasato in vasche inoculate di lieviti selezionate e fatto fermentare a 18 C. Il vino è travasato e sosta sulle proprie fecce fini fino quasi al momento dell´imbottigliamento”0. Che viene effettuato l´anno successivo alla vendemmia.
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Questo Riesling riporta in etichetta la dizione “doppia maturazione”, ovvero, come viene ben spiegato sul sito Internet, “una tecnica colturale che si pratica nel vigneto per migliorare la qualità delle uve prodotte. Il vino frutto della DM è composto da uve con due livelli di maturazione. Questo risultato è possibile mediante il taglio del tralcio della vite.
La recisione del capo a frutto viene eseguita in modo da lasciare sulla vite circa il 70% dei grappoli alimentati dalla linfa (questi tendono a surmaturare), il rimanente 30% rimane nel vigneto ad iniziare il processo di appassimento. Il momento del taglio del tralcio e della raccolta dell’uva vanno ben calcolati in funzione del risultato enologico che si vuole ottenere. Trascorso un periodo di tempo, variabile di anno in anno a seconda dell’andamento stagionale comunque mediamente non inferiore a tre settimane, si raccolgono entrambe le uve (l’appassita e la surmaturata), per vinificarle in contemporanea”.

Assaggiato nei giorni scorsi il 2012 pur senza entusiasmarmi, perché mi aspetterei di più da un Riesling di tre anni in termini di mineralità, mi ha convinto con il suo colore paglierino oro brillante, il bouquet fitto dove spiccano e s’intrecciano sfumature di fiori secchi, fieno, noci e nocciola fresche, pera e mela, note di agrumi e una bella sapidità, un naso pulito, elegante, di nitida espressione.

Bocca ben secca, ampia, nervosa, con una buona consistenza e grassezza fruttata che dà ampiezza e una bella vena acida, che dà spinta e verticalità al vino, che si fa bere con piacere, diritto e appuntito, consentendone l’abbinamento ad una vasta gamma di piatti, soprattutto a base di pesce, ma anche minestre e creme di verdure.

Tenuta Cattaneo Adorno Marcello
Via Coriassa, 4 – 27050 Retorbido (Pv)
tel. e fax 0383 374404
e-mail
info@marcheseadorno-wines.it e accoglienza@marcheseadorno-wines.it
Sito Internet
http://www.marcheseadorno-wines.it/index.asp

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