D’Alema al Wine Festival e Vespa al Congresso AIS: ma che c’azzecca?

Intrecci tra vino, politica, business e gossip sempre più invadenti

Ha destato un certo stupore ed un elevato numero di visite, tanto più essendo stata pubblicata un sabato pomeriggio di un fine settimana che vede, come ormai sempre accade, un elevato numero di eventi enoici che s’intrecciano e si accavalcano tra di loro, questa semplicissima osservazione relativa ad una particolare presenza alla più importante tra le manifestazioni in programma, il Wine Festival di Merano.

Scoprendo, da una foto pubblicata su Facebook, che alla rassegna meranese era presente anche un personaggio che gli italiani ricordano più che altro perché ex Presidente del Consiglio dall’ottobre 1998 al 25 aprile 2000, nonché ex segretario nazionale della Federazione Giovanile Comunista Italiana dal 1975 al 1980, segretario nazionale del Partito Democratico della Sinistra dal 1994 al 1998, e presidente dei Democratici di Sinistra dal 2000 al 2007, nonché deputato per ben sette legislature, sto parlando di “baffino”, pardon di Spezzaferro, quello che da ragazzo tirava le molotov (l’abbiamo fatto tutti, vero?) al secolo D’Alema Massimo, l’ex deputato di Gallipoli, quello che per farsi fare i vini è ricorso, come Bruno Vespa, al più democristiano dei winemaker, ho postato un commento sulla mia pagina dello stesso social network.

Niente di speciale, parole semplicissime: “Un tempo, al Wein Festival di Merano, ai primi anni, quando era ancora una cosa seria e non un wine barnum, s’incontravano grandi uomini, prima che produttori, come Bruno Giacosa, sempre cortese alla postazione, in compagnia della sua Signora.

Oggi chi ancora si ostina ad andare alla kermesse meranese può imbattersi in un novello vignaiolo come Spezzaferro, alias il deputato di Gallipoli, alias Baffino Massimo D’Alema, che fa vino con la consulenza, hai detto mai!, dello stesso winemaker che fa i vini per Bruno Vespa.
Cosa aggiungere per descrivere l’involuzione di una rassegna che fu geniale e che oggi é solo un piccolo Vinitaly in terra altoatesina?

Ho telefonato ad un paio di persone del settore vino stamattina e le ho puntualmente trovate, impegnatissime, al Wine Festival di Merano. Pare che tutto il mondo (del vino) sia convenuto nella bellissima località termale altoatesina.
E cosa ci faccio io a casa? La risposta é semplice: vivo e cerco di vivere il vino in maniera diversa.
Ho partecipato alle primissime edizioni di questa manifestazione, quando si chiamava ancora, alla tedesca, Wein (e non Wine come oggi) Festival. Ho ricordi bellissimi di quella manifestazione, uno spirito stupendo, un qualcosa di speciale. Tra l’altro, mille anni fa, il primo esempio di live blogging, con Wine Report mio primo indimenticabile sito Internet:  con me a correre in giro a degustare, intervistare, fare foto e poi inserirle sul sito per far vivere “la diretta” a chi a Merano non c’era… Poi si é rotto qualcosa e la manifestazione non mi è più piaciuta, é diventata qualcosa che non mi interessa, non mi riguarda, non mi manca. Per cui niente Wine Festival e, purtroppo, niente Merano (località stupenda) nemmeno nel 2017 e senza nessun rimpianto, anzi…”.

Nulla di che stupirsi. Mi limitavo ad esprimere la mia perplessità per il fatto che in una manifestazione enoica fosse presente – e ho visto su Facebook la corsa di qualche stordito/a a farsi i selfie con lui – un personaggio che con il vino c’entra come me con l’ex Comitato Centrale del Partito Comunista, un qualcosa che, invece, l’ideologo dell’MDP, conosce bene.
Del resto il mio stupore, lo so bene, non serve a nulla, è retorico, perché il mondo del vino che oggi prevale, almeno sulla carta stampata nominalmente più importante, tipo la gossipara rubrica vini del Corriere della Sera, ha in figure come D’Alema e come il suo amico Bruno Vespa i propri punti di riferimento. I propri “eroi” e simboli.
Non è casuale, difatti, vedere i vini del “vignaiolo” noto per essere il giornalista televisivo, Rai, più abile nel blandire e ossequiare il potente di turno, ieri i suoi amici democristiani, poi D’Alema (celebre la puntata di Porta a porta con il filmato di Spezzaferro ai fornelli e poi il lingua in bocca di Vissani…) quindi il Berlusca, poi Renzi e ora il piangina primo ministro, essere puntuali protagonisti di eventi del vino.

Pazienza se sono stati proposti tra le cinque degustazioni guidate della recente rassegna milanese Bottiglie aperte, e il tasting, ovviamente era condotto dal celebre indipendentissimo esperto di vino del Corriere della Sera, ma mi girano le scatole (eufemismo) quando scopro che i vini, che non ho mai assaggiato e che mi guarderò bene dall’assaggiare, come pure quelli di Spezzaferro, di Vespa sabato 28 ottobre (mi ricorda qualcosa quella data…) sono stati tra i protagonisti di una delle degustazioni, anzi una duplice degustazione, organizzate nel corso del recente Congresso A.I.S. svoltosi a Taormina.
Bruno Vespa vignaiolo (o cronista di regime?) personaggio di riferimento dell’A.I.S. con questa dirigenza (a proposito: la mia proposta della candidatura di Roberto Anesi a nuovo presidente non è una boutade e sta raggiungendo ampi consensi, anche da parte di alcuni presidenti regionali che mi hanno contattato..), ma anche, ed è cosa più preoccupante, vignaiolo ritenuto imprescindibile, meritevole di simboleggiare il meglio dell’Italian wine, dal Rappresentante Permanente Italiano presso le Nazioni Unite, l’Ambasciatore Sebastiano Cardi.
Ambasciatore che il primo novembre, con il ritorno dell’Italia, dopo un intervallo di dieci anni, alla presidenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ha pensato “bene”, per celebrare lo storico evento, di consegnare ai membri del Consiglio di Sicurezza alcuni vini di grande pregio e di speciali annate. Tra questi, incredibile, ma vero, anche Vespa Vignaioli: Raccontami, Primitivo di Manduria Doc 2014.
Possiamo dire che la persona che ha operato questa ridicola selezione che mischia bottiglie e produttori seri ad altri da oggi le comiche sarebbe meglio che si occupasse d’altro e magari si facesse consigliare meglio, visto che inserire in questa selezione del meglio del vino italiano il Primitivo di Manduria di un neo vignaiolo come Vespa Bruno é atto non solo ridicolo, ma una forma di piaggeria verso un potente.

Resta però il fatto che a colpi di presenze una volta al Wine Festival a Merano, una volta al Congresso A.I.S., un’altra volta alle Nazioni Unite, la prossima volta sarà sicuramente ad un’udienza di Jorge Mario Bergoglio (io preferisco chiamarlo così, i papi sono un’altra cosa…), questi vini dei parvenu del vino, politici, giornalisti, imprenditori, cantanti, petrolieri, stanno conquistando spazi che nessuno avrebbe mai pensato potessero ottenere.

Per loro implicite qualità, per strepitosi pregi organolettici, per fantastico rapporto qualità prezzo, per mirabili interpretazioni dei terroir di riferimento, oppure perché il servilismo verso il potere in Italia è quanto mai dominante e tanti si trovano costretti ad ammettere… tengo famiglia? Ai posteri l’ardua sentenza…

Attenzione!

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5 pensieri su “D’Alema al Wine Festival e Vespa al Congresso AIS: ma che c’azzecca?

  1. Per fortuna c’e’ chi parla di questi fatti. Bisogna che i lettori sappiano quello che succede anche nell’ambiente del vino. Grazie al cronista che fa un lavoro serio.

  2. Alegher, alegher, che el büs del cü l’è negher!
    Bartolo Mascarello, Giuseppe (Mauro) Mascarello, Beppe Rinaldi , Teobaldo Cappellano sono dei poveracci . Vuoi mettere Fontanafredda…

  3. Franco, anche loro tengono famiglia e devono rendere profittevoli i soldi, frutto del lor intenso lavoro, investiti nei vigneti….Tutti li vogliono fuori dai piedi e stanno creandosi le premesse per andarsene…bisogna portar pazienza 🙁

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